Wiegala di Ilse Weber

Era il 6 ottobre 1944 ad Auschwitz e un gruppo di internati appena arrivati da Theresienstadt fu messo in fila davanti alle docce. Anziani, storpi, malati e bambini aspettavano di poter fare una doccia dopo il lungo viaggio. Fra questi vi era un gruppo di sedici bambini che si stringeva intorno a una donna, i loro piccoli occhi cercavano un suo sorriso, una carezza, qualche parola di conforto. Quella donna era Ilse Weber, scrittrice ebrea di lingua tedesca, che insieme al suo figlio minore, Tomáš, aveva seguito volontariamente i piccoli pazienti di cui si prendeva cura in infermeria.

Solo pochi anni prima quella donna era un’autrice affermata di letteratura per bambini e programmi radiofonici, ma le leggi razziali avevano cancellato la sua vita, la sua casa , la sua dignità. Prima di essere internata a Theresienstadt era riuscita a mettere in salvo il figlio maggiore, Hanuš, mandandolo in Svezia dalla sua più cara amica, mentre Tomaš, troppo piccolo per un viaggio simile, era rimasto con lei, e adesso era lì, ad Auschwitz, la sua manina gelida stringeva forte la sua.

Mentre consola i suoi bambini provati dal viaggio un detenuto le si avvicina per metterla in guardia sulle docce: non sono docce, ma camere a gas!

Allora è vero, non ci sono veramente più limiti all’orrore umano.

Vorrà dire che non faremo la doccia; disse Ilse con dolcezza abbracciando il suo bambino. E cominciò ad intonare una triste ninna nanna, una di quelle sue poesie che aveva musicato per allietare i suoi piccoli pazienti.

Quel gruppetto dalle voci argentine entrò cantando, e continuarono a cantare anche all’interno così che ad ogni nota inalarono a pieni polmoni il gas che usciva dalle docce, cadendo tutti in un sonno profondo.

Ninna nanna (Wiegala)

Wiegala, wiegala, weier,

Der Wind spielt auf der Leier.

Er spielt so süss im grünen Ried,

Die Nachtigall, die singht ihr Lied.

Wiegala, wiegala, weier,

Der Wind spielt auf del Leier.

Wiegala, wiegala, werne,

Der Mond ist die Laterne,

Er steht am dunklen Himmelszelt

Und Schaut hernieder auf die Welt.

Wiegala, wiegala, werne,

Der Mond is die Laterne.

Wiegala, weigala, wille,

Wie ist die Welt so stille!

Es stört kein Laut die süsse Ruh,

Schlaf, mein Kindchen, schlaf auch du.

Wiegala, wiegala, wille,

Wie ist die Welt so stille!

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Ninna nanna ti culla il vento

e soffia lieve sul liuto lento.

Sfiora dolce il verde campo

e l’usignolo intona il suo canto.

Ninna nanna ti culla il vento

e soffia lieve sul liuto lento.

Ninna nanna ti culla la luna

e s’illumina a lanterna.

Volge lo sguardo sul mondo intero

dalla volta scura del cielo.

Ninna nanna ti culla la luna

e s’illumina a lanterna.

Ninna nanna… riposa, riposa;

or la terra è silenziosa.

Non un suono nel tuo sonno,

dolce e calma è questa quiete.

Ninna nanna… riposa, riposa;

or la terra è silenziosa.

Per ascoltare la ninnananna:

https://youtu.be/vNMziun2QMA

Ilse Weber nacque l’11 gennaio 1903 a Witkowitz, in Moravia. Moglie di Willi Weber, ebbe due figli, Hanuš e Tomáš. 

Donna moderna, madre e artista poliedrica, fu autrice di radiodrammi e libri per l’infanzia. Scriveva in tedesco, la lingua della minoranza ebraica, ma si sentiva profondamente cecoslovacca. Perseguitata e deportata, morí ad Auschwitz nel 1944, insieme al figlio Tomáš.